Questo è un periodo stimolante per parlare di economia. È il momento di fare progetti. Tutti noi vogliamo un presente e un futuro di qualità, un sistema capace di assicurare benessere entro i limiti imposti dall’ambiente naturale.
"Il mondo è entrato in un nuovo capitolo della sua storia. Tra cinquant'anni la gente guarderà a questo decennio come a una tappa decisiva nel progresso umano."
La decrescita non è la riduzione quantitativa della produzione. Non è la recessione. E non si identifica nemmeno con la riduzione volontaria dei consumi per ragioni etiche, perché la rinuncia implica una valutazione positiva di ciò a cui si rinuncia. Le decrescita è il rifiuto razionale di ciò che non serve.
È possibile dire che il fondamentalismo islamico o, meglio, l’Islam politico, è stato una spinta rivoluzionaria contro egemonie consolidate? Un’alternativa al sistema dominante? E l’Islam del XXI secolo può ancora generare una ricostruzione post-moderna del politico?
“Campanini, apprezzato orientalista, si esercita in un gioco di specchi affascinante, utilizzando concetti tipicamente occidentali per analizzare l’alternativa islamica.” “Avvenire”, 23 marzo 2012
Quale costituzione è adatta alla nuova situazione transnazionale? Come vanno rispecificati gli elementi di diritto costituzionale, volendo tradurli dalle politiche nazionali alla società globale?
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“Storie, curiosità, suggestioni si incrociano in un libro solo apparentemente austero. Che è in realtà una storia discorsiva della cultura italiana attraverso la lingua” Paolo Di Stefano, Corriere della sera, 29/11/11
Dal presidente di Last Minute Market, un vademecum per consumare meno e meglio, sviluppando la nostra intelligenza ecologica e trasformando gli sprechi in una risorsa.
La decrescita non è la riduzione quantitativa della produzione. Non è la recessione. E non si identifica nemmeno con la riduzione volontaria dei consumi per ragioni etiche, perché la rinuncia implica una valutazione positiva di ciò a cui si rinuncia. Le decrescita è il rifiuto razionale di ciò che non serve.
Questo è un periodo stimolante per parlare di economia. È il momento di fare progetti. Tutti noi vogliamo un presente e un futuro di qualità, un sistema capace di assicurare benessere entro i limiti imposti dall’ambiente naturale.