Con l’avvento al trono di Elisabetta nel 1743, il mondo delle comunità urbane in Russia è investito da una massiccia opera di centralizzazione. La reintroduzione del regolamento del consiglio cittadino principale del 1721 e il conseguente ripristino dei consigli cittadini (magistraty) in tutte le città dell’Impero consolidano il controllo da parte di Elisabetta, che interverrà con decreti individuali e atti di carattere generale ottenendo risultati ben più duraturi di quelli di Pietro il Grande. Il suo disegno politico mirava alla cooperazione del tutto inedita tra gli organi governativi con la nobiltà di servizio e delle comunità urbane.
Immerso nella vita delle comunità urbane, questo studio accuratissimo e vitale ricostruisce il colore, gli umori e l’atmosfera del milieu cittadino: una proficua mescolanza di mercanti di varia umanità, soldati e funzionari del potere centrale. Lo spazio privilegiato è quello tra le due capitali dell’Impero russo e le sue sterminate periferie orientali: a nord lo sguardo si spinge fino al Baltico, mentre a est i confini dilatati sfumano verso le lontane praterie del Volga. |