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Nel novembre 1996 lo stato del Qatar lancia Al Jazeera, prima rete televisiva all news araba. “L’opinione e l’opinione contraria” è lo slogan dei suoi programmi, che presto le assicurano una reputazione mondiale, accompagnata da numerose polemiche. Spesso accusata di “filoamericanismo” da parte araba, dopo l’11 settembre Al Jazeera diventa, per molta della stampa occidentale, la rete portavoce di bin Laden e del terrorismo di stampo islamico. Questo libro prova ad andare oltre il dibattito pro o contro Al Jazeera, inserendo l’analisi della rete nel contesto mediale, politico e sociale del mondo arabo. Al Jazeera, infatti, è una televisione - non un’organizzazione politica o religiosa - e va interpretata come tale. Studiandola con gli strumenti in uso per l’analisi dei network televisivi (l’economia, i modelli di programmazione, la legislazione, la storia dei media nel particolare contesto storico, sociale e politico dove nascono) si può riflettere su che tipo di televisione è, quali valori comunica, quali obiettivi persegue. E comprendere come possa generare aspettative che vanno oltre il “fare televisione”: l’apertura del dibattito nelle società arabe, la mobilitazione politica, la partecipazione democratica. Quello che di Al Jazeera l’Occidente non riesce proprio a capire e che, per molti nel mondo arabo, è una delle sfide del futuro: può la democrazia nascere dai media? |