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| Susan L. Podziba
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CHELSEA STORY |
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Come una cittadina corrotta ha rigenerato la sua democrazia |
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All’inizio degli anni novanta Chelsea, Massachusetts, era considerata una delle città più clientelari, corrotte e inefficienti d’America. Metà del consiglio comunale, compresi quattro sindaci, era stato condannato per corruzione; il corpo di polizia, invece di lottare contro i racket, li favoriva; i pompieri prendevano tangenti per appiccare gli incendi e permettere alle ditte in fallimento di incassare i soldi delle assicurazioni; l’intero sistema scolastico pubblico era in uno stato di ingovernabilità tale che lo Stato del Massachusetts decise di affidarne la gestione in appalto provvisorio alla Boston University.
Chelsea Story è la vicenda di una città sottoposta a un processo radicale di riscoperta e rigenerazione della democrazia, una città i cui abitanti hanno avuto la possibilità di contribuire alla stesura della loro costituzione, di partecipare come soggetti attivi alla costruzione delle basi della convivenza, del riconoscimento e del rispetto reciproco. Un processo che, in una città multietnica dove la vita sociale era così violenta e convulsa da sembrare un degenerato stereotipo della città futura nel nostro mondo globale, si è rivelato una grande scommessa.
A introduzione del saggio, una conversazione tra Marianella Sclavi e Vittorio Foa, uno dei padri della Costituzione italiana, intorno al tema della partecipazione e del confronto tra cittadini nell’elaborazione delle regole della propria vita associata.
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Dal consenso alle cosche al consenso democratico. Una conversazione con Vittorio Foa (di Marianella Sclavi)
1. Una città a scuola di autogoverno
Premessa
Chelsea, com’era
Primi passi verso l’autogoverno
Era destino?
La fusione dei due approcci
2. Alla ricerca di un impianto teorico
Creare una città virtuosa
L’arte del negoziato: dalle posizioni agli interessi
La mediazione nelle politiche pubbliche
Qualcosa che manca: il “capitale sociale”
Qualcosa che manca: la costruzione del “pubblico”
La “costruzione pubblica del consenso, una sintesi
3. Affrontiamo la sfida di Chelsea
Tutte le fasi del processo, proprio come illustrate nella mapppa
Chi è lei? E chi sono io
Punti di orientamento
4. Portare il processo in mezzo al pubblico
Il primo notiziario
Le telefonate ai programmi della tv locale
Penetrare a fondo nella città: facilitatori, riunioni di comunità e forum pubblici
Riunioni con facilitatore in tutta la città
Ancora la mappa pittorica
Secondo notiziario: Cosa abbiamo detto
5. Creiamo la Commissione per la stesura dello statuto
Come scegliere “i migliori”?
Fare conoscenza, sciogliere il ghiaccio
Decidere le regole di base per “fare squadra”
La super-regola del consenso
6. Il nome di dio: dilemmi e soluzioni creative
I nodi del preambolo
I membri della Commissione dimostrano che Chelsea può farcela
Questioni controverse
A un pelo dalla approvazione
7. Chelsea s’incammina verso l’autogoverno
Praticare la democrazia
I valori astratti e quelli incorporati nell’esperienza
Dalle opinioni grezze alle decisioni pubbliche
8. Contrastiamo gli attacchi politici
«È una presa in giro», «In realtà i giochi sono fatti»
Un colpo quasi mortale
Mediatrice o levatrice?
9. Dalla prima stesura alla versione definitiva
Verifica in itinere
Una stesura preliminare annotata
I commenti dei cittadini e la versione definitiva
Uno statuto tagliato su misura
Il mio lavoro è finito, il loro continuerà a lungo
10. La democrazia riconquistata
Il referendum
Il nuovo governo municipale
Riflessioni sul governare
Riflessioni sulla corruzione
Conclusione |
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