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| a cura di Angelika Burtscher, Daniele Lupo, Alvise Mattozzi, Paolo Volonté
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BIOGRAFIE DI OGGETTI | STORIE DI COSE |
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Circa vent’anni fa, l’antropologo Igor Kopytoff avanzava l’idea che, come gli uomini, anche gli oggetti avessero una propria “biografia”, rivelatrice delle caratteristiche di una società.
Partendo da questa tesi, il volume si interroga sulla vita delle cose, e facendo dialogare ambiti, sguardi e pratiche differenti, descrive il ruolo che esse svolgono nella quotidianità delle esistenze umane e nelle relazioni sociali.
Nella prima parte studiosi di differenti discipline etnologi, filosofi, semiologi, sociologi, storici del design illustrano il concetto di “biografia degli oggetti” attraverso riflessioni e analisi teoriche; nella seconda numerosi designer che hanno partecipato alla mostra “Storie di cose”, tenutasi a Bolzano nell’autunno 2007, di cui viene presentata la documentazione scritta e fotografica - intrecciano le loro storie personali con quelle dei loro oggetti, a testimonianza del concreto rapporto tra il mondo delle persone e quello delle cose. |
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Biografie di oggetti
Oggetti di personalità (di Paolo Volonté)
L’approccio biografico alla cultura materiale (di Thierry Bonnot)
La decosificazione del mondo (di Francesca Rigotti)
Mundaneum (di Maurizio Ferraris)
L’origine degli oggetti: come il luogo e la regione entrano nei prodotti (di Harvey Molotch)
Oggetti interstiziali e oggetti del tempo (di Giovanni Gasparini)
Vita e morte degli oggetti (di Michela Nacci)
Il design e l’incontro tra artefatti ed esistenze umane (di Hans Höger)
Percorsi di vita e articolazioni di senso: approccio biografico e metodologia semiotica (di Alvise Mattozzi)
Storie di cose
Semiotica del quotidiano (di Angelika Burtscher e Daniele Lupo)
La minestra Campbell (di Åbäke)
Un cestino per la frutta (di Martín Azúa)
Peter Fax (di Azzimonti Pigem)
Il magnete (di Manuel Bandeira)
Il datario (di Fernando Brizio)
Pentola a pressione (di CuldeSac)
Gondola bianca (di Lorenzo Damiani)
L’apribottiglia (di Electricwig)
Stuoina: My fair lady (di Luis Eslava)
Biografia di un casco (di Patrick Frey)
Caraffa da vino in alluminio (di Alexis Georgacopoulos)
Forchetta (di Tal Gur)
Teiera (di Ditte Hammerstrøm)
Shampoo Blendax (di Meriç Kara)
Le parasol jaune de bonpapa et marraine (di Sophie Krier)
Questo è un corallo (di Kyouei Design)
La mia maschera da scherma (di Nicolas Le Moigne)
Un cesto finlandese (di Cecilie Manz)
Residuo di campanello (di Peter Marigold)
T-shirt H anes a girocollo senza etichetta (di Jason Miller)
Un bicchiere da vino (di Nòdesign)
Un metro avvolgibile (di Polka)
Sgabello di Péclard (di Adrien Rovero)
Sedie cinesi – fatte in Cina e copiate da olandesi (di Wieki Somers)
Mummo Housut 1 Mummo Housut 2 (di Aamu Song / Company)
Mental power (di Tesolin e Estadieu)
Selene chair 1969 (di Sylvain Willenz) |
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