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Rosalind Krauss a cura di Elio Grazioli
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TEORIA E STORIA DELLA FOTOGRAFIA |
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Così come accadde per la pittura, l'introduzione della fotografia nel mercato dell'arte ha dato l'avvio a una "lettura" specialistica, fatta prevalentemente di quei corollari obbligati ai cataloghi e alle monografie rappresentanti dalle prefazioni e dai testi critici. Rosalind Kruss, una delle massime esperte mondiali di arte contemporanea, vuole qui porsi contro tale modo di scrivere sulla fotografia, e anzitutto di volerne scrivere la storia. In opposizione alla tendenza dominante che fa rientrare la fotografia nell'ambito della storia dell'arte e che ne riduce l'invenzione a semplice formalità, la Krauss mira a restituirle quel significato di rottura che le fu proprio in origine, sottolineandone l'imprenscindibile esteriorità. Non riconducibile alle dimensioni essenzialmente stilistiche proprie della storia dell'arte, il valore della fotografia, come ha scritto Walter Benjamin, è sempre dato dal rapporto del fotografo con la propria tecnica. La storia dell'arte può fingere oggi di avere "fagocitato" la fotografia; un libro come questo ha anzitutto il merito di dissipare tale illusione.
65 immagini in bianco e nero |
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Prefazione, di Elio Grazioli
I. Esiste un oggetto di pensiero rispondente all’espressione “Storia della fotografia”?
1. Sulle tracce di Nadar
2. Gli spazi discorsivi della fotografia
II. La fotografia e la storia dell’arte
1. L’Impressionismo: il narcisismo della luce
2. Marcel Duchamp o il campo immaginario
3. La fotografia come testo: il caso Namuth/Pollock
Fotografia e Surrealismo
III. La fotografia e la forma
1. Stieglitz: equivalenti
2. I nottambuli
3. A proposito dei nudi di Irving Penn: la fotografia come collage
IV. A fronte della fotografia
1. Corpus delicti
Quando vengono meno le parole
Nota sulla fotografia e il simulacro |
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